Rassegna stampa

I migliori articoli della settimana

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Selezione dei migliori articoli della settimana apparsi online secondo WineMe!

Dr.Vino
How Scratch and Sniff wine soared to the NYT bestseller list 

The hottest wine book of 2013 might take you by surprise: it’s a scratch and sniff wine guide that’s printed on the stiff pages of a board book. The book has caught fire and reached #13 overall in book sales on Amazon and #10 in the “Advice, How-To, and Miscellaneous” portion of the NYT bestseller list. As you would expect, it is both skimmable and sniffable but it is also brilliant in its own small way; kudos to author Richard Betts for writing what might well be the shortest wine book in history. – See more at:

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Stiamo cercando il miglior vino della casa possibile. Ammesso che esista

Il vino della casa, lo sappiamo, è una forma d’alcol in via di estinzione. Ebbe il suo momento d’oro nel dopoguerra, quando i ristoranti si chiamavano trattorie e Instagram era un incubo di là da venire. Vivacchiò tranquillo e spensierato fino alla soglia degli anni ’80, finché la Milano da bere non gli dette il colpo di grazia. Due lire in tasca in più e diventammo gastroqualcosa. Il vino in caraffa, status symbol dei poveri in canna, fu la prima vittima a cadere sotto i colpi del fighettodromo. E fu subito Supertuscan.

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Gli americani credono più volentieri a Babbo Natale che al concetto di Terroir

Da questo angolo della terra, abituati come siamo a prendere tutto troppo poco sul serio, pensiamo che le parole siano più o meno dei precipitati casuali di atteggiamenti mentali indefinibili come una stagione di moda. Le parole si usano, insomma, perché servono a riempire, a colmare e, in fondo in fondo, anche a rassicurare. Se, poi, esse provengono da oltralpe (o da oltremare poco importa), la loro funzione sedativa è ancora più evidente. Terroirè una di queste.

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Blanc de noir Brut Monte Saline

Non posso che rimandare al racconto puntuale che ne ho fatto venerdì scorso, in questo articolo dedicato al Rosé Brut Nature 2008, pubblicato sul Cucchiaio d’argento, per una storia della magnifica scommessa vinta da Romano (e quindi dal figlio Andrea)  Giacomelliproduttori in quel di Cavaion Veronese in un’area dove vino fa automaticamente rima con Bardolino, quel classico rosso fermo, beverino, succoso e food friendly come pochi altri oppure simpaticamente Chiaretto, prodotto con le classiche uve della tradizione locale, Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara tutte previste nelle diverse tipologie del vin du pays.

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Quando si dice che una bottiglia di vino costa un occhio della testa

Tra le peculiarità del vino vi è anche la differenza di prezzo in base al tipo, l’annata e ad altri fattori che ne determinano il valore. Parlare di vini costosi, ci fa subito pensare allo Champagne francese che, per storia e tradizione, è ritenuto globalmente il vino dei “ricchi”. La cosa più interessante quando si fa una ricerca su quali siano i vini realmente più costosi è che gli Champagne non occupano la testa della classifica (anche se sono altri i vini francesi ad occupare tale posizione).  Altra cosa da specificare è che, in questo articolo, parliamo di bottiglie più costose e non di vini più costosi, per cui questa classifica non sarà obiettiva sul reale valore del vino, ma è un riepilogo delle più onerose compravendite ufficiali. Ecco a voi la classifica delle 10 bottiglie più costose di sempre:

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Buone ragioni per evitare Dom Perignon Rosé Oenoteque

Buongiorno a tutti, mi chiamo Filly e con questo post inauguro la mia collaborazione con Slow Wine. A dire il vero il mio nome è Maria Filippa Delfina Panfilia Signorelli Manica d’Aremburg, ma tutti da anni mi chiamano Filly. Vivo muovendomi tra Venezia (dove vive mio padre, il conte Brando), Roma (dove mia madre, Maria Antonia Giustiniani, possiede qualche palazzo storico) e Ginevra, dove possiedo una casa sul lago, accanto a quella di mia sorella Polly, e dove vive anche il grande amore della mia vita, Torton, il mio cavallo arabo.

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Giovanni Cenci, giovani vignaioli crescono

Giovanni Cenci ha un’energia ed un entusiasmo contagiosi, a dire poco. Siamo tra Marsciano e Perugia, alla scoperta di una piccola realtà che si è affacciata sul mercato solo da pochi mesi con la sua primissima annata, quella del 2012, e che piano piano sta iniziando a farsi conoscere grazie a vini solidi ed espressivi. La sua è un’energia particolare mentre, entusiasta, parla della vendemmia appena trascorsa e riempie i bicchieri direttamente dalle vasche e dalle botti per assaggiarne i frutti. Ma niente, in fondo, è casuale.

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