salentein

Social network e turismo del vino

Posted on

Le cantine, soprattutto straniere, offrono sempre di più esperienze diverse per attrarre nuovi visitatori, grazie anche all’uso dei social network.

Qualcuno definisce Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti nonché entusiasta viticoltore, il primo turista del vino, il quale nel 1787 visitò parecchi Chateaux a Bordeaux.

Nel 2000 Hall ha definito il turismo del vino in questo modo:  “Visitation to vineyards, wineries, wine festival and wine shows for which grape wine tasting  and/or experiencing the attributes of a grape wine region are the prime motivating factors for visitors”.

Il turismo del vino sta crescendo giorno dopo giorno, grazie soprattutto alla voglia di crescere di molte cantine che stringono accordi con i vari tour operator per aggiungere una visita in cantina al viaggio, oppure lavorare per alcuni giorni a stretto contatto proprio con chi fa il vino, per carpirne i segreti e imparare soprattutto il processo di vinificazione.

La cantina Salentein  a Mendoza

La cantina Salentein a Mendoza

Altre cantine offrono la possibilità di fare un proprio blend e di imbottigliare ed etichettare il proprio vino per portarlo a casa e mostrarlo ai propri amici. Le cantine che se lo possono permettere creano attorno al proprio vino un vero e proprio villaggio, con ristoranti, negozi o musei dedicati al vino. Durante il mio viaggio in Argentina, nella regione di Mendoza, ho visitato diversi tipologie di cantine, da quella molto semplice a quella con un museo dell’arte a fianco. La stessa organizzava serate di tango argentino in mezzo alle botti (lo spazio era meraviglioso).

 

La cantina si chiama Salentein e a questo link potete raggiungere il loro sito se siete curiosi di vederla. Altri esempi sono  Grapevine in Texas, Los Olivos vicino Santa Barbara e Healdsburg a Sonoma County in California.

I social network possono essere utili per promuovere le diverse attività che si svolgono all’interno della cantina, con un’investimento minore rispetto al marketing tradizionale (tv, radio, carta stampata, etc. etc.)

Ovviamente le idee sono molte, per esempio il classico giro nelle vigne adesso viene fatto in jeep oppure con il trattore, spiegando al turista del vino le caratteristiche del vigneto che si sta osservando. Chi se lo può permettere aggiunge servizi come kayak, pesca o vela.

Le cantine vinicole stringono partnerships con Spa o golf club per aggiungere all’esperienza del turista un tocco in più.

Ma una crescita troppo veloce e disordinata può portare il mercato del turismo del vino ad essere saturato, come sta avvenendo in questi tempi nella Napa Valley, in California. A tal proposito ci deve essere una sinergia con gli enti locali, per evitare che tale crescita sia fuori controllo e che possa minacciare il territorio con un eccessiva urbanizzazione o portare ad un abbandono dell’uso della terra.

Le regioni famose per la produzione del vino non si trasformano automaticamente in destinazioni turistiche; per ottenere questo è necessario un significativo investimento di tempo, denaro e sforzo avere successo. L’importanza del networking tra cantine vinicole e operatori turistici è quindi fondamentale a livello regionale e una mancanza di comprensione del turismo dai soggetti che fanno parte del mondo del vino è un problema.

La crisi finanziaria inoltre fa viaggiare meno persone, ma allo stesso tempo le stesse sono più interessate a muoversi vicino casa, diventando per le cantine vinicole un’opportunità, grazie soprattutto all’uso dei social network per attirare questi turisti. Facebook, uno dei social network più usati, può essere usato per creare delle campagne per promuovere un evento all’interno della vostra cantina, ma con la particolarità che la campagna sarà centrata solo su persone che vivono , ad esempio, in un raggio di 50 chilometri da dove siete voi, trasformando così un fattore di crisi in un’opportunità.

 

 

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *