Corso WSET Level 2: intervista del mese

Enrico Marcolungo

Perché hai scelto di fare un corso WSET?

Ho scelto di partecipare al corso WSET Level 2 Award in Wines and Spirits perché il vino mi appassiona e ci lavoro, e quando trovo delle opportunità formative utili ad approfondire le mie conoscenze cerco di coglierle, che siano semplici degustazioni o corsi più strutturati.

Quali sono secondo te i punti di forza del WSET rispetto altri corsi?

Trovo l’approccio del WSET molto utile per 4 motivi:

  1. è pratico (si assaggiano molti vini e di tutto il mondo)
  2. è schematico (in senso positivo, non ci si perde nei fronzoli di un gergo a volte inutilmente complesso)
  3. è in lingua inglese (si acquisisce una terminologia utile a comunicare il vino in un contesto globale)
  4. il metodo ed i contenuti didattici sono standardizzati a livello internazionale (dunque riconosciuti e spendibili oltre i confini di “casa”).

Credi che sia un valore aggiunto degustare anche i vini Internazionali in un corso WSET?

Assolutamente sì. Il contrario sarebbe come limitarsi ad ascoltare solo musica italiana, ignorando Led Zeppelin, Beethoven, Mozart, Red Hot Chili Peppers, Django Reinhardt, Dulce Pontes, Astor Piazzolla o gli ACDC… per dirne alcuni… forse ci staremmo perdendo qualcosa. Oltre a ciò, certi assaggi sono imprescindibili per chi vuole lavorare nell’ambito del vino.

Come pensi di utilizzare il certificato rilasciato dal WSET?

Sicuramente il certificato è un tassello importante per chi, come me, vuole crescere professionalmente nel mondo del vino, anche al di fuori della ristorazione.

Qual è il vino che durante il corso WSET ti è piaciuto di più?

Château Gruad La Rose - Corso WSET Level 2

Château Gruad La Rose

Per restare nel campo musicale, difficile dire qual è la mia canzone preferita, dipende dal momento… di sicuro mi hanno colpito per complessità ed eleganza il Mersault 2013 di Joseph Faiveley e il Bordeaux Sain-Julien grand cru classé di Château Gruad La Rose 2011.

Molto interessante anche lo Ja Mocha Pinotage 2013 di Simonsvlei, per il tipo di sentori mai avvertiti prima in modo così intenso in altri vini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.